Il 26 aprile 1986, alle 01:23:45 ora locale, un test di sicurezza finito male causò un’esplosione all’interno del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. A seguito dell’esplosione, una nube di materiale radioattiva fuoriuscì dalla centrale, causando l’evacuazione di circa 336.000 persone dal territorio circostante; nubi radioattive, con livelli di contaminazione via via minori, raggiunsero buona parte dell’Europa ed anche porzioni della costa orientale del Nord America. Il bilancio delle vittime è tuttora molto controverso: se le stime sul numero delle vittime direttamente coinvolte nell’incidente sono pressochè identiche, le valutazioni dell’incidenza del disastro a livello mondiale sono ancora molto discordanti: si va dalle 4000 persone del rapporto ONU, ai 6 milioni di persone stimate da Greenpeace; a tutto il 2010, secondo il Center for Russian Environmental Policy in Mosca e Institute of Radiation Safety, in Minsk, Bielorussia, pubblicato dalla New York Academy of Sciences, il conto della mortalità totale è di 1 milione di persone. (fonte: wikipedia)
All’incidente di Chernobyl venne attribuito il livello 7 (incidente catastrofico) della scala INES, unico caso nella storia fino all’ 11 marzo scorso quando, a causa di un terremoto 9.0 della scala Richter e del conseguente tsunami, la centrale di Fukushima Daiichi in Giappone divenne tristemente oggetto dei noti fatti, di cui ancora oggi possiamo trovare in rete aggiornamenti praticamente quotidiani.
Pensiamo sia importante nel giorno del 25° anniversario del disastro di Chernobyl, ed in un periodo in cui il dibattito sull’energia nucleare è ricominciato anche in Italia, proporre alcune riflessioni, basate – beninteso – non su delle ipotesi di come potrebbe essere il “nucleare all’italiana”, ma su degli eventi già accaduti, o su delle indicazioni già pubblicamente manifestate:
1) Possiamo considerare sicura una tecnologia che ha infinitesime possibilità di creare eventi catastrofici, le conseguenze dei quali hanno una durata di migliaia di anni ???
2) Possiamo considerare ecologica una tecnologia che in Francia utilizza il 40% dell’acqua dolce nazionale per gestire il raffreddamento degli impianti ???
3) Possiamo considerare efficace una tecnologia per la cui realizzazione saranno necessari almeno 15 anni ???
4) Possiamo considerare integrabile nel territorio una tecnologia per la cui realizzazione sono necessarie ampie superfici, e per la cui sicurezza va prevista una sorveglianza militare che si protrae per decenni oltre la chiusura di un impianto ???
5) Possiamo considerare risolutiva una tecnologia che a fronte di 439 centrali nucleari presenti al mondo (metà delle quali prossime alla fine del loro ciclo di vita), attualmente produce solo il 5% dell’energia mondiale ???
6) E soprattutto: possiamo considerare lungimirante una tecnologia per cui, a più di 50 anni dalla creazione della prima centrale nucleare, nessuna nazione ha ancora individuato una strategia precisa ed economicamente sostenibile per la gestione delle scorie ???
Il 12 e 13 giugno saremo chiamati a votare per quattro referendum, che riguardano il nucleare, l’acqua pubblica ed il legittimo impedimento: crediamo che sia fondamentale recarsi alle urne, sia per il merito dei referendum, sia perchè il metodo referendario rappresenta uno degli ultimi strumenti di democrazia diretta che il cittadino ha a disposizione.
Oggi, 26 aprile 2011, nel mondo si “festeggiano” le Nozze d’Argento che il territorio e le persone di Chernobyl hanno dovuto loro malgrado subìre. Rendiamoci conto che, anche senza la presenza di un evento catastrofico, un matrimonio con l’uranio è un salto nel buio, le cui conseguenze non durano 25 anni, ma vanno ben oltre la durata della vita media delle persone.

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2 comments
Andrea
26 aprile 2011 a 09:50 (UTC 1) Link to this comment
Nel giorno del venticinquesimo matrimonio con l’uranio,ma anche bei rimanenti 364 giorni dell’anno dico NO al nucleare,dico NO alla mancanza di capacità gestionali di una finta risorsa che più che agevolazioni e benessere economico porta morte distruzione e annientamento ambientale.Non è facile dimenticare le vittime dell’incidente nucleare di 25 anni fa,ancora oggi gli effetti sono presenti e mietono vittime,umane e non…se su centinaia di centrali una sola di queste è riuscita a fare tutto questo,se fossero di più ad avere incidenti?il pianeta è uno solo…facciamo abbastanza disastri anche senza il nucleare….Andrea Cau
xxxyyy
1 maggio 2011 a 19:17 (UTC 1) Link to this comment
Non posso che sottoscrivere l’intervento di Andrea. Sono daccordo! No al nucleare!